Brexit – I dubbi sulla proposta britannica

May propone, Barnier risponde

di Piero Malvello.

Proposta May diritti cittadini europei 

Guy Verhofstadt, uno degli sherpa nominato dall’Europarlamento a seguire la Brexit, ha così commentato la proposta del governo britannico in merito dei diritti dei cittadini UE post-Brexit: “A primo impatto, c’è un elemento che fa la differenza, cioè l’impegno a semplificare le esistenti procedure amministrative (per l’application a ‘settled status’). Rimangono un numero preoccupante di limitazioni che devono essere attentamente scrutinate”. Un riassunto abbastanza eloquente che sintetizza alla perfezione come la mancanza di contenuti specifici debba destare preoccupazione.

Il Regno Unito ha fatto attendere molto prima di pubblicare la documentazione su questo tema, che oltre ad aprire degli spiragli di certezza, lascia ancora delle perplessità su alcune tematiche. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere dato che oltre a Verhofstadt, lo stesso Barnier (capo negoziatore per l’UE) ha pubblicamente espresso le sue perplessità sull’offerta pervenuta da Theresa May. Probabilmente non sarà facile arrivare rapidamente ad un accordo viste le discrepanze tra le due posizioni. L’UE chiede “piu’ ambizione, chiarezza e garanzie”. Chiarezza e garanzie, sono in alcuni casi assenti della proposta del Regno Unito.

L’ambizione si riconosce nel garantire meno diritti, di rimuovere completamente e di non riconoscere lo status di cittadino europeo. Quello che il Regno Unito ha offerto è il decadimento dello “status” di cittadino comunitario rimpiazzandolo con uno status definito interamente dal corpus legale britannico.

Quali sono le implicazioni gravi? Principalmente due:

  • Il Regno Unito spera di raggiungere un accordo sui principii di massima che verranno garantiti ai cittadini UE. Ma il modo e le circostanze in cui verranno applicati saranno supervisionati esclusivamente dalle corti britanniche. Ciò che preoccupa e lascia interdetti è che, secondo la posizione del Regno Unito, la UE dovrebbe accettare questi principii e lasciare che il Regno Unito possa definire come questi diritti verranno garantiti e declinati. Il che comporta che tale tema non rientri nei negoziati per l’uscita dall’UE ma venga delegato immediatamente alla legislazione nazionale che il Regno Unito preparerà in materia di immigrazione (unilateralmente sviluppata come paese terzo rispetto all’Unione).
  • I cittadini UE, che ora risiedono nel Regno Unito, vedranno decadere il loro status di cittadini europei. I cittadini comunitari verranno spogliati dei loro diritti e ricoperti da una offerta che non sembra veramente “fair and generous” poiché i nostri diritti in quanto europei cesseranno di esistere. La corte di giustizia europea non sarà più arbitro imparziale ma solo i giudizi britannici potranno garantire il nostro nuovo status come cittadini provenienti dall’UE.

Questi sono solo due dei principali dubbi che sorgono nel leggere la proposta britannica. Theresa May, durante il dibattimento in parlamento, ha per giunta affermato quanto questa posizione sia in linea con i principi espressi dalla UE. Basta guardare le due proposte per capire come le due posizioni siano attualmente non totalmente conciliabili. Per questo motivo Barnier ha ripetuto che: “l’obiettivo sui diritti per I cittadini: stesso livello di protezione previsto dalla legge europea”. Obiettivo che il Regno Unito per ora, non ha preso seriamente e generosamente in considerazione.

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