May, una proposta davvero “fair and serious”?

 

Da mesi si chiedono rassicurazioni a Theresa May riguardo la condizione dei cittadini europei nel Regno Unito. Ad ogni pubblica occasione lei ha confermato che i nostri diritti verranno salvaguardati, come saranno salvaguardati quelli dei cittadini britannici in Europa. Questo è stato il mantra degli ultimi mesi, assieme a “no deal is better than a bad deal”.

Primi segnali delle sue intenzioni sono emerse durante il Queen’s Speech, e non sono state affatto rassicuranti. Infine il 22 Giugno, la May ha finalmente espresso una posizione più articolata del solito durante la cena con i leader europei, da lei definita una “fair and serious offer”.

Tra i social media ho visto molta felicità tra i cittadini europei, ma probabilmente questi cittadini non sono entrati nel dettaglio come noi, come the3million, come New Europeans, come tutti coloro che da mesi stanno portando avanti una battaglia sui diritti dei cittadini.

Cerchiamo di entrare nello specifico su alcuni punti.

  • CUT OFF POINT: La May è d’accordo nell’avere un cut off point tra il 29 marzo del 2017 ed il 29 marzo del 2019. L’UE ha scritto nelle sue guidelines 29 marzo 2019.
  • RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE: La May ha detto che non “vuole dividere le famiglie”, ma non ha specificato come. L’EU ha chiesto che i diritti vengano garantiti per tutti i familiari dei cittadini europei, il che vuol dire anche per eventuali cittadini extraeuropei sposati con europei. Su questo la May non si è espressa, per cui il non voler dividere le famiglie rimane un concetto vago.
  • GRACE PERIOD: Ci sarà un periodo di due anni durante il quale cittadini EU “lawfully” in the UK potranno maturare i fantomatici 5 anni di residenza per poter fare la Permanent Residency (PR). Cosa succederà a coloro che non riusciranno a maturare i 5 anni? Come faranno un self-employed con un reddito basso o uno studente senza CSI?
  • SISTEMA PER OTTENERE LA PR: Nonostante le numerose pressioni di molte associazioni ed istituzioni, ottenere la PR può essere un’esperienza peggiore di un girone dantesco o può far vivere delle situazioni kafkiane. Ci sono casi di persone che hanno dovuto spendere grosse somme di denaro per assistenza legale, casi di individui a cui viene respinta la domanda per cavilli differenti ogni volta. Tuttora ci sono problemi studenti senza CSI (comprehensive sick insurance), lavoratori autonomi, pensionati.
  • CSI: L’EU ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti del Regno Unito per la sua interpretazione di questa legge. L’EU ha potuto fare questo intervento perché regolato all’interno della legislazione EU, di cui il Regno Unito fa ancora parte. Se il Regno Unito esce dalla giurisdizione dell’EU non ci potrà essere più opposizione su questo tema.
  • IMMIGRATION BILL: Nel Queen’s Speech i diritti degli europei sono stati inseriti nell’Immigration Bill, ergo siamo equiparati ai cittadini extraeuropei. Qual è l’intenzione degli UK? Approvare la Repeal Bill e far sì che gli UK non rientrino più sotto la giurisdizione EU. Cosa comporta questo? Comporta che gli UK possono fare il bello ed il cattivo tempo e noi cittadini EU non avremmo “l’ombrello di protezione” della giurisdizione EU. Vuol dire che in casi estremi, il governo può cambiare la legislazione sull’immigrazione e noi ne possiamo essere affetti. Il tutto si esplicherà sempre nella procedura di acquisizione della PR, procedura che può essere semplice per un lavoratore a tempo indeterminato, ma complicata per tutte le altre categorie.

C’è stata già una frizione ieri tra i leader europei e Theresa May su questo tema, dato che lei ha sostenuto che i giudici britannici sono ampiamente in grado di gestire la situazione. La mia impressione è che gli UK vogliano liberarsi il prima possibile dalla giurisdizione EU per poter avere mani libere nelle loro decisioni, senza la spada di Damocle dell’EU che pende su di loro.

Non sono stupito di questo atteggiamento del Regno Unito, troppo misteriosi sono stati nell’esporre la loro posizione sul tema dei cittadini europei, al contrario dell’EU che ha avuto una posizione chiara e limpida fin dall’inizio, ed ha ascoltato le istanze dei gruppi che più attivamente hanno fatto lobbying, come the3million e British in Europe.

Tuttavia stiamo speculando su delle dichiarazioni, che hanno scatenato una forte reazione di tutti questi movimenti, ed una ferma risposta da leader europei come la Merkel, Juncker o Verhofstadt.

Per cui aspettiamo cosa presenterà lunedì Davies, il capo negoziatore degli UK e, su un testo scritto, decideremo le azioni da intraprendere.

Da chair di Together Forward, e membro di the3milllion vi posso garantire che la pressione su tutti gli organi istituzionali rimane alta, perché è una battaglia che riguarda tutti i cittadini europei negli UK (e britannici in Europa) di avere garantiti i loro diritti acquisiti (e che verranno acquisiti), senza se e senza ma, senza procedure difficili ed estenuanti.

Restate informati e sostenete le nostre attività per far sì che le nostre istanze abbiano ancor più peso.

Dimitri Scarlato

Chair di Together Forward

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