Together Forward: come andare avanti dopo il pasticcio elettorale…

Noi di Together Forward abbiamo vissuto la notte elettorale con molta partecipazione e trepidazione. Tutti eravamo consapevoli che Theresa May aveva convocato queste snap elections per avere un mandato più forte, che l’autorizzasse a portare avanti la sua posizione di ‘hard Brexit’ senza un’energica opposizione parlamentare. In realtà è riuscita a compiere un capolavoro politico al contrario, riducendo la sua maggioranza a tal punto da essere costretta a formare un’alleanza con il DUP. Il partito degli unionisti nordirlandesi ha posizioni sui temi civili molto più conservatrici dei Tories, ma sono contrari ad un ‘hard border’ tra Irlanda ed Irlanda del Nord. Questo tema sarà uno dei primi punti che verranno discussi, dal 19 giugno, tra l’UE ed il Regno Unito quando cominceranno le negoziazioni per la Brexit. Ma gli altri 2 temi che verranno discussi sono iI ‘divorce settlements’ ed i diritti dei cittadini dell’UE nel Regno Unito e dei cittadini britannici in Europa. L’UE ha una posizione forte e condivisa nel tutelare tutti i diritti acquisiti, e che verranno acquisiti da qui al giorno in cui termineranno le trattative, ovvero il 29 Marzo 2019. I diritti di tutti coloro che già sono nel Regno Unito e che verranno da qui entro la data sopracitata. Ciò mi è stato confermato dai recenti incontri che ho avuto al Parlamento Europeo ad inizio Giugno, ed è chiaramente spiegato anche nelle ultime guidelines prodotte dall’UE su questo tema. Qual è la posizione del Regno Unito ora? La May potrebbe abbandonare l’hard Brexit per vari motivi:

  1. Non ha più una maggioranza solida che possa sostenere il suo governo
  2. Sono più ‘vocals’ gli esponenti dei Tories che suggeriscono una ‘soft Brexit’ (Ruth Davidson, William Hague)
  3. Il Labour, SNP e LibDem potrebbero comporre un’opposizione compatta contro l’hard Brexit e costringere il governo May a ridefinire le sue posizioni
  4. C’è la possibilità che questo nuovo governo May possa non formarsi o avere vita breve
  5. Se la May riuscisse a formare un nuovo governo, sappiamo con certezza che David Davis sarà confermato il negoziatore per il Regno Unito. In un’intervista radiofonica alla BBC, tenutasi il 29 maggio, Davis ha specificato che ‘a bad deal is better than no deal’, contraddicendo le posizioni espresse dalla May in precedenza. Inoltre durante la notte delle elezioni ha sostenuto che Theresa May ‘no longer has a mandate for a hard Brexit – and that the electorate would be rejecting this plan’.
  6. Ha sostituito i suoi consiglieri Nick Timothy e Fiona Hill (che si sono dimessi il giorno dopo le elezioni), con Gavin Barwell, un moderato a favore dell’immigrazione e che ha fatto campagna attivamente per il Remain.
  7. Michael Gove ha confermato che sta intrattenendo discussioni con membri del Labour party riguardo Brexit per trovare il ‘right approach’.

Il “perdente di lusso” di queste elezioni è Jeremy Corbyn, che ha ottenuto un sorprendente 40% riducendo in meno di 2 mesi l’enorme distanza che il Labour aveva con il Conservative party. Vincitore morale di questa tornata elettorale, Corbyn in un’intervista televisiva rilasciata alla BBC la mattina dell’11 giugno, ha dichiarato che garantirebbe subito i diritti ai cittadini UE nel Regno Unito, che rimarrebbe nella Convenzione Europea dei Diritti Umani e che le successive priorità in questa trattativa dovrebbero essere sicurezza del lavoro e del trovare un buon accordo economico con l’UE.

Angela Merkel ha dichiarato che l’UE è pronta ad incominciare le negoziazioni il 19 giugno, come stabilito. Lo stesso ha ribadito Roberto Gualtieri, uno dei membri del Brexit steering committee per l’UE, durante l’intervista rilasciata alla BBC World l’11 giugno: ‘siamo pronti a partire ed è nell’interesse di tutti incominciare subito e rispettare il calendario deciso’.

Dal nostro fronte continuiamo nella collaborazione con the3million e British in Italy, nonché con le istituzioni italiane nel Regno Unito.

Per citare un connazionale famoso, ‘di doman non v’è certezza’, per questo motivo invito tutti i cittadini a rimanere informati tramite i nostri canali, a scrivere ai propri local MPs (usando la lettera preparata da the3million e British in Europe) per mettere pressione ai rappresentanti britannici e a credere che qualsiasi piccola azione (come scrivere ad un MP) possa avere effetto, poiché soltanto la costanza e la numerosità dei nostri interventi può aiutare ad ottenere risultati positivi per i nostri diritti.

Dimitri Scarlato

Presidente di Together Forward

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